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lunedì 13 settembre 2010
Frittelle Boeme o "Livanze"
Cari lettori,
oggi ci proiettiamo nella tradizione Boema Cecoslovacca e prepareremo un dolce storico: le Livanze!
Ho assaggiato per la prima volta questo dolce tipico questa domenica ad una festa di paese, una di quelle tipiche sagre dove ci si ritrova in malga con le donne del paese e gli alpini a amngiar polenta, salamelle, gulash, spezzatino, formaggio d'alpeggio, strudel, bevendo vino e grappa in compagnia e cantando accompagnati dalle fisarmonica, mentre gli anziani giocano a morra.
Questa volta mi trovavo a Malga Pegol nella Valle di Ledro, poco sopra Riva del Garda e ringrazio la signora Monica per aver condiviso con me la ricetta e la sua esperienza nella preparazione dell'impasto.
Ma fatti i convenevoli, passiamo al lato pratico, che tutti aspettate.
INGREDIENTI:
300g di farina
500ml di latte intero
3 tuorli d'uovo e un albume
2 cucchiai rasi di zucchero
1 cubetto di lievito di birra
PREPARAZIONE:
Sciogliete il lievito in un pochino di latte intiepidito ed attendete che si sia attivato (schiumetta bianca che viene a galla dopo 15-20 minuti).
Unire insieme tutti gli ingredienti e lasciare lievitare fino a che la massa sarà raddoppiata.
Cuocere negli stampini antiaderenti tipo muffin o crepes.
Condire con marmellata di mirtilli e panna acida, oppure zucchero e cannella (classico della tradizione Boema).
Buon Appetito!!!
Categorie:
Cucina,
Livanze (frittelle boeme),
Ricette
venerdì 7 maggio 2010
Un piatto leggero a base di pesce: spada e mazzancolle in avocado
Per gli amanti del pesce, ma attenti alla linea, oggi propongo una ricettina molto semplice e gustosa, completamente priva di grassi.
INGREDIENTI:- un trancio di pesce spada
- una manciata di gamberi (mazzancolle)
- mezza cipolla bionda
- spezie (rosmarino e timo)
- un limone
- sale
- un avocado
PREPARAZIONE: (35-45 minuti)
Adagiate il trancio di pesce spada in piatto e salatelo leggermente.
Spremete il limone e spennellate con una metà del succo il trancio di spada.
Aggiungete le spezie. Io ho utilizzato Rosmarino e Timo (marca Cannamela).
Lasciate marinare 15-20 minuti.
Pulite bene mezza cipolla scarsa, rimuovendo anche la foglia esterna più dura, tritatela finemente e adagiatela in un padellino antiaderente con un pò d'acqua.
Dopo, pulite le mazzancolle rimuovendo testa, guscio e code e sciacquatele bene sotto l'acqua corrente.
Accendete il gas e iniziate a cucinare la cipolla.
Quando la cipolla inizia ad ammollarsi, aggiungete anche i gamberi. Se vi sembra poca, aggiungete altra acqua ed eventualmente un pizzico di sale (se vi piace mangiare saporito). L'acqua dovra essere sufficiente a cucinare i gamberi per 10-15 minuti in modo che a fine cottura si evaporata del tutto.
Nel frattempo prendete una padella antiaderente, adagiatevi il trancio di pesce spada con la sua marinatura, aggiungete un'altra sventagliata di aromi, il succo di limone avanzato e dell'acqua, in modo che il trancio sia a filo d'acqua. Accendete il fornello e lasciate cucinare a fuoco medio, avendo cura di rigirarlo di tanto in tanto fino a quando l'acqua sarà quasi evaporata del tutto. Lasciatene un po' da utilizzare come condimento finale.
Spegnete i gamberi che saranno pronti e iniziate a pulire l'avocado.
Dividetelo a metà, togliete la buccia e il nocciolo e tagliatelo in listelli.
A cottura ultimata, disponete nel piatto lo spada con un po' del sughetto rimasto nel padellino, attorno al pesce i gamberi e in ultimo l'avocado.
Gustate un boccone di pesce o di gamberi accompagnandolo con un pezzetto di avocado.
Buon appetito!
Categorie:
Cucina,
Ricette,
Spada e gamberi con avocado
giovedì 15 aprile 2010
Burro chiarificato
Nei post precedenti abbiamo visto come fare il burro.
Ora spieghiamo come chiarificarlo.
Facciamo una piccola premessa così da comprendere le principali differenze tra il burro comune e il burro chiarificato.
Il burro oltre ai grassi contiene anche acqua (15-18%) e proteine (caseina).
Un burro comune ha mediamente una percentuale di grassi pari all'86%, mentre il burro chiarificato ha una percentuale di grassi prossima al 100%.
Il burro comune andrebbe utilizzato solo a crudo o in quelle lavorazioni dove la temperatura di cottura non supera il suo punto di fumo, che è 130°C.
Infatti superata questa temperatura esso cambia colore, divenendo color nocciola e sviluppando degli aromi caratteristici, spesso apprezzati in cucina, ma allo stesso tempo si sviluppano sostanze tossiche particolarmente nocive per la nostra salute.
Ad alimentare lo sviluppo di queste sostanze nocive è l'acqua contenuta nel burro comune, che favorisce l'idrolisi degli acidi grassi.
Questo non avviene, invece, nel burro chiarificato, avendo eliminato quasi totalmente da esso l'acqua e la caseina.
PREPARAZIONE:
Prendete il burro che avete prodotto seguendo le istruzioni del precedente post (vedi post Oggi facciamo il "burro") o del burro comune e scioglietelo lentamente a bagno maria, lasciandolo cuocere per 15-20 minuti circa.Vedrete affiorare in superficie una massa biancastra. E' la caseina che si è coagulata a causa del calore.
L'acqua contenuta nel burro evaporerà, sempre per effetto del calore.
A questo punto non vi resta che filtrare il burro fuso con un canovaccio, in questo modo lo separerete dalla caseina coagulata.
Versatelo in un contenitore di vetro e riponetelo in frigorifero.
Il burro chiarificato così ottenuto sarà puro quasi al 100% e potrete utilizzarlo per friggere senza che subisca alterazioni chimiche, fermo restando che sappiamo quanto facciano male i grassi animali, alla linea quanto alla salute.
Quindi non abusatene! ^_^
Buona frittura a tutti!
lunedì 12 aprile 2010
Preparazione della "Ricotta"
Ho pensato di pubblicare questo post per tutti coloro che volessero semplicemente produrre a casa propria della ricotta, partendo dal latte acquistato al supermercato.
INGREDIENTI e OCCORRENTE:
- 2 litri di latte fresco intero
- 2 limoni o dell'aceto
- sale
- 200 ml di panna fresca pastorizzata (facoltativo)
- un termometro alimentare
- 2 fascelle per ricotta
- una pentola d'acciaio
- una schiumarola
- una pentola d'acciaio
- una schiumarola
PREPARAZIONE:
Premetto che la panna fresca è un ingrediente facoltativo. L'aggiunta della panna vi permette di ottenere una ricotta più grassa e cremosa, e una resa maggiore a parità di litri di latte utilizzati. Se vi piace la ricotta magra, NON aggiungete la panna.
Anche il sale è un'ingrediente facoltativo. La ricotta prodotta senza sale risulta gradevolmente dolce. Se vi piace saporita, aggiungete del sale a vostro piacimento, ma non più di 2 cucchiaini da caffé per ciascun litro di latte.
Con le dosi sopra indicate e l'aggiunta della panna, riuscirete ad ottenere dai 700g agli 850g di ricotta.
Versate il latte ed eventualmente la panna in una pentola d'acciaio. Considerate che durante la bollitura aumenterà un pò di volume, quindi non colmatela fino al bordo.
Mettete sul fuoco moderato e portate lentamente a 90°C mescolando spesso in modo da distribuire omogeneamente il calore.
Di tanto in tanto controllate la temperatura col termometro alimentare.
Verso i 50°C aggiungete il sale (per chi vuole produrre una ricotta salata) e mescolatelo bene fino al completo scioglimento.
Nel frattempo, per chi avesse deciso di usare il limone, spremete i limoni in un bicchiere e controllate la temperatura. Se continua a salire gradatamente non modificate la fiamma, altrimenti, se inizia a rallentare troppo, alzate leggermente. Raggiunti i 65°C versate il limone nella pentola, mescolate molto bene e attendete.
Date ancora qualche piccola mescolatina, ma raggiunti i 70-75°C NON MESCOLATE PIU' il latte.
Ora dovete solo attendere che il latte arrivi a 90°C e inizierete a vedere affiiorare la ricotta.
Quando la ricotta inizierà a affiorare, attendete che si formi uno strato omogeneo compatto e di una certa consistenza, ad un certo punto la forza della bollitura romperà lo strato di ricotta come fosse una crosticina.
A questo punto potrete iniziare a prelevare dalla pentola la ricotta con la schiumarola. Sgocciolatela bene e ponetela nella fascella. E via via, mentre ne affiora altra ripetete l'operazione...
Non smuovete mai la ricotta una volta riposta nella fascella. Mettete semplicemente la fascella in una scodella in modo che sia libera di sgocciolare senza che il fondo della fascella entri in contatto con l'acqua di scolo.
Lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, poi mettetela in frigorifero coperta, ma in modo che respiri un pò e servite fresca.
Ricordatevi di controllare che non si formi troppa acqua di scolo nella scodella. Nel caso, di tanto in tanto vuotatela.
Buon appetito!
giovedì 8 aprile 2010
Prepariamo la "Ricotta" con il latte avanzato dalla lavorazione del burro
Visto che abbiamo fatto il burro, ho pensato a tutti coloro avessero preso il latte crudo in cascina.
Ora vi domanderete: che ci faccio con 4 litri di latte? Certo non ve lo berrete in un giorno...
Come vi avevo accennato nel post precedente potete farne "ricotta" o "formaggio".
La ricotta è decisamente più veloce e semplice da fare, quindi vediamo come procedere.
INGREDIENTI e OCCORRENTE:
- 4 litri di latte
- del succo di limone o dell'aceto
- termomentro alimentare che arrivi almeno a 110°C
- due fascelle per ricotta
PREPARAZIONE:
Versate il latte in una pentola d'acciaio e mettete sul fuoco a fiamma moderata.
Dovete portare la temperatura del latte fino a 90-100°C, ma molto lentamente. Più lentamente salirà la temperatura, maggiore sarà la resa della vostra ricotta.
Quando la temperatura del latte arriva a 65-70°C dovete versarvi una sventagliata di aceto o una spruzzata di limone. Il primo và in quantità maggiore e vi permetterà di produrre una ricotta più grossolana e fioccosa, apparentemente magra, mentre il secondo vi darà una ricotta fine e cremosa e una resa leggermente superiore.
In realtà la grassezza e finezza della ricotta dipende anche dalla temperatura, dalla quantità di grassi presenti nel latte, dal fatto che venga fatta col siero di scarto della lavorazione dei formaggi o col latte... ma non divaghiamo. Se volete sapere tutto in merito scrivetemi.
Per esperienza, nel caso di bollitura del latte interamente destinata alla produzione della ricotta, vi suggerisco di usare il limone. Otterete una ricotta dolce e compatta. Se vi piace saporita o leggermente salata, aggiungete al latte il sale. Per una salatura completa aggiungete 2 cucchiaini di sale per ciascun litro di latte, per una ricotta parzialmente salta basta un cucchiaino per litro. Vi conviente aggiungere il sale dai 55-60°C in poi, così si scioglierà completamente ed eviterete l'affioramento di una parte della massa grassa del latte (fenomeno che capita spesso quando si aggiunge il sale).
A questo punto dovete attendere che il latte bolla.
Dai 90°C in poi inizierete a vedere affiorare la ricotta.
Questa è la fase più delicata.
Attendete che se ne sia formato uno strato consistente e compatto sulla superficie del latte, e appena la bollitura lo spaccherà facendosi strada tra di esso, potrete iniziare a raccogliere la ricotta con una schiumarola e riporla nella fascella (potete usare una di quelle svuotate consumate precedentemente, che avrete tenuto da parte e lavato bene in acqua bollente per sterilizzarla).
Man mano che affiora altra ricotta, attendete un pochino e raccogliete anche quella, e così via, fino a quando non resterà che un liquido giallo-verdognolo che bolle e non produce più nulla.
Questo liquido è il siero magro del latte, ottimo per la cura della pelle e come cibo per i maiali.
Ed ecco fatto, la vostra ricotta fresca è pronta.
Lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, poi riponetela in fricorifero coperta o chiusa in un contenitore in modo che non si asciughi eccessivamente, ma che possa traspirare dal contenitore.
Servita fresca è davvero eccellente. A chi piace è buona anche tiepida, ma calda è davvero terribile.




Buon appetito a tutti!!!
mercoledì 7 aprile 2010
Oggi facciamo il "burro"!
Molti di voi penseranno sia un'operazione complessa ottenere del burro partendo dal latte, invece è molto più semplice di quello che pensate.
Possiamo tralasciare le considerazioni nutrizionali, visto che sappiamo tutti ormai che i grassi animali fanno male alla salute e meno se ne assumono meglio è. Ma se proprio dobbiamo mangiare del burro... che almeno sia davvero burro di prima qualità, ovvero la massa grassa ottenuta dalla panna del latte!
Il burro a cui ormai l'industria ci ha abituato, contiene un sacco di prodotti chimici come emulsionanti, creme addensanti, in alcuni casi addirittura lo zafferano o il carotene, utilizzati per conferire al burro il classico colore giallognolo!
Non parliamo della margarina, grasso vegetale estratto chimicamente e reso solido da un processo detto "idrogenazione", ovvero l'aggiunta di atomi di idrogeno alle molecole degli acidi grassi vegetali, che altrimenti si presenterebbero allo stato liquido. La margarina è ciò che più comunemente trovate indicato tra gli ingredienti dei generi alimentari col nome di "grassi idrogenati". Per me questo è inaccettabile!
Per fare il burro serve la panna del latte.
Se vicino a casa vostra fosse presente un distributore di latte crudo (esempio quelli tipici delle cascine che vanno di moda da qualche anno a questa parte), potete acquistare 3 o 4 litri di latte crudo dal quale ricavare la panna.
Infatti, basta versare il latte in un contenitore e tenerlo al fresco per qualche ora senza muoverlo, e vedrete affiorare in superfice la panna. Dalla panna farete il burro, mentre il latte spannato (scremato) potrà essere consumato oppure utilizzato per produrre della ricotta o del formaggio.
Ovviamente il latte crudo può presentare delle cariche batteriche, quindi sarebbe meglio bollirlo (dato che non avrete sicuramente a casa vostra un pastorizzatore), questa operazione pregiudicherebbe, però, la qualità della vostra panna.
Quindi il mio suggerimento è di acquistare della panna fresca pastorizzata al supermercato.
Una confezione da 200ml costa meno di €1,00 e avendo generalmente una resa del 50%, vi permetterà di produrre in pochi minuti circa 1etto di burro di primissima qualità. Inoltre essendo pastorizzata, vi garantisce l'assenza di cariche batteriche indesiderate.
Premesso questo, vediamo come procedere.
INGREDIENTI e OCCORRENTE:
- 200 ml di panna fresca pastorizzata
- un vasetto di vetro da 400-500 ml con coperchio ermetico
- una bottiglia di acqua del rubinetto fredda dal frigorifero
PREPARAZIONE:
Prendete il vasetto ghiacciato dal freezer e versatevi dentro la panna liquida (200ml).
Chiudete il vasetto col coperchio ermetico ed iniziate ad agitare energicamente.
Dopo 3 o 4 minuti dovreste cominciare a sentire che il suono della panna che sbatte nel vasetto lentamente cambia, diventando via via sempre più ovattato.
Ad un certo punto, quando avrete il fiatone, sarete sudati e starete pensando che forse riflettendoci del burro non ve ne frega più un gran ché, vi accorgerete che nel vasetto non sbatte più nulla. Il vasetto è muto. E' come se la panna si fosse completamente montata/emulsionata. Anche se vi sembrerà di essere impegnati in questa attività da ore, saranno passati si e no 5 minuti o poco più.
A questo punto, anche se siete stanchi, raccogliete le ultime energie ed agitate il vasetto in modo energico, molto più forte di prima... 15-30 secondi dovrebbero bastare per sentire un tonfo...
Il vasetto ora non è più muto, ma agitandolo, anche piano, sentirete come una pallina che sbatte nell'acqua.
Bene, aprite il coperchio e festeggiate. Nel barattolo vedrete una palla di burro galleggiare in un siero biancastro: il latticello. Questo liquido acido si può buttare. Si ottiene dalla scomposizione degli acidi grassi della panna.
Ora aggiungete un pò di acqua fredda (quella che avevate messo in frigorifero) e agitate ancora. L'acqua diventa biancastra. Buttatela. Aggiungete altra acqua e ripetete, fino a che l'acqua rimarrà limpida.
Infine, prendete un contenitore di vetro, sgocciolate il burro e versatelo nel contenitore. Il burro è mollissimo, quindi se batterete sul fondo del vasetto si appiattirà all'interno del contenitore in modo omogeneo e compatto, evitando la formazione di bolle d'aria. Coprite il burro con un velo d'acqua fredda. Chiudete il contenitore col coperchio e mettetelo in frigorifero.
Voilà! Il vostro burro è pronto!!!
Noterete che non è giallo ma quasi bianco. Assaggiatelo e sentirete che non sà di "pongo" come quello del supermercato, ma è molto pannoso... Sà praticamente di panna con un leggero retrogusto di latte.
Il prodotto che avete ottenuto è di prima qualità e nel contenitore di vetro sott'acqua si può conservare per una decina di giorni massimo (7-10gg). Controllate sempre che non ingiallisca, non compaiano muffe e non resti esposto all'aria, ma sempre con un velo d'acqua a ricoprirlo.
Quando lo usate cambiate l'acqua.
I più intraprendenti potranno arrotolarlo nella cartaforno delicatamente, rotolandolo, fino ad ottenere un panetto cilindrico. Così sembrerà proprio acquistato... ^_^ ma farete più fatica a conservarlo sott'acqua, dato che galleggerà!
Allora buon divertimento e alla prossima.
INGREDIENTI e OCCORRENTE:
- 200 ml di panna fresca pastorizzata
- un vasetto di vetro da 400-500 ml con coperchio ermetico
- una bottiglia di acqua del rubinetto fredda dal frigorifero
PREPARAZIONE:
Prendete il vasetto ghiacciato dal freezer e versatevi dentro la panna liquida (200ml).
Chiudete il vasetto col coperchio ermetico ed iniziate ad agitare energicamente.
Dopo 3 o 4 minuti dovreste cominciare a sentire che il suono della panna che sbatte nel vasetto lentamente cambia, diventando via via sempre più ovattato.
Ad un certo punto, quando avrete il fiatone, sarete sudati e starete pensando che forse riflettendoci del burro non ve ne frega più un gran ché, vi accorgerete che nel vasetto non sbatte più nulla. Il vasetto è muto. E' come se la panna si fosse completamente montata/emulsionata. Anche se vi sembrerà di essere impegnati in questa attività da ore, saranno passati si e no 5 minuti o poco più.
A questo punto, anche se siete stanchi, raccogliete le ultime energie ed agitate il vasetto in modo energico, molto più forte di prima... 15-30 secondi dovrebbero bastare per sentire un tonfo...
Il vasetto ora non è più muto, ma agitandolo, anche piano, sentirete come una pallina che sbatte nell'acqua.
Bene, aprite il coperchio e festeggiate. Nel barattolo vedrete una palla di burro galleggiare in un siero biancastro: il latticello. Questo liquido acido si può buttare. Si ottiene dalla scomposizione degli acidi grassi della panna.
Ora aggiungete un pò di acqua fredda (quella che avevate messo in frigorifero) e agitate ancora. L'acqua diventa biancastra. Buttatela. Aggiungete altra acqua e ripetete, fino a che l'acqua rimarrà limpida.
Infine, prendete un contenitore di vetro, sgocciolate il burro e versatelo nel contenitore. Il burro è mollissimo, quindi se batterete sul fondo del vasetto si appiattirà all'interno del contenitore in modo omogeneo e compatto, evitando la formazione di bolle d'aria. Coprite il burro con un velo d'acqua fredda. Chiudete il contenitore col coperchio e mettetelo in frigorifero.
Voilà! Il vostro burro è pronto!!!
Noterete che non è giallo ma quasi bianco. Assaggiatelo e sentirete che non sà di "pongo" come quello del supermercato, ma è molto pannoso... Sà praticamente di panna con un leggero retrogusto di latte.
Il prodotto che avete ottenuto è di prima qualità e nel contenitore di vetro sott'acqua si può conservare per una decina di giorni massimo (7-10gg). Controllate sempre che non ingiallisca, non compaiano muffe e non resti esposto all'aria, ma sempre con un velo d'acqua a ricoprirlo.
Quando lo usate cambiate l'acqua.
I più intraprendenti potranno arrotolarlo nella cartaforno delicatamente, rotolandolo, fino ad ottenere un panetto cilindrico. Così sembrerà proprio acquistato... ^_^ ma farete più fatica a conservarlo sott'acqua, dato che galleggerà!
Allora buon divertimento e alla prossima.
martedì 6 aprile 2010
Dolcetti al cocco
Oggi una ricetta semplice e veloce da preparare, adatta a quando volete offrire ai vostri ospiti qualcosa di sfizioso, ma non avete molto tempo da dedicarvi.
INGREDIENTI:
- 2 uova
- 125 g di cocco macinato
- 150 g di zucchero
- 40 g di farina
PREPARAZIONE:
Mettete le uova e lo zucchero in un pentolino e mantegate bene con una forchetta, in modo che non si formino grumi. Aggiungete la farina e mantegate bene ancora. Poi aggiungete il cocco macinato e mescolate il composto fino ad ottenere un impasto compatto ed omogeneo.
A questo punto con due cucchiaini formate dei bocconcini e adagiateli in una teglia su di un foglio di carta forno.
Infornate a 180/170°C per 15/10 minuti (in base a temperatura e tempi di cottura otterrete dolcetti più duri o più morbidi. Se li lasciate riposare 10-15 minuti nel forno caldo con lo sportello aperto diventeranno croccanti, ma piuttosto duri). A cottura ultimata lasciate riposare qualche minuto nel forno caldo. Sfornate e servite freddi.
Buon appetito!
Categorie:
Cucina,
Dolcetti al cocco,
Ricette
domenica 21 marzo 2010
Torta Mimosa
Questa domenica ho pensato di fare un dolce, e visto che oggi inizia la primavera perché non una Torta Mimosa.
La Mimosa fiorisce i primi giorni di Marzo ed è il fiore simbolo della festa della donna. Infatti questo dolce, spesso si prepara in occasione della ricorrenza dell'8 Marzo.
In genere si preparano due dolci di pan di spagna, che vengono poi ripuliti dalla crosta esterna in modo da risultare di colore completamente giallino. Uno dei due dolci, viene poi ridotto in piccoli cubetti di circa 1cm, mentre l'altro diviso in tre strati che verranno poi farciti con panna montata e crema pasticcera, oppure chantilli e crema pasticcera, infine tutto il dolce viene ricoperto di crema pasticcera, la quale verrà poi completamente ricoperta dai cubetti di pan di spagna precedentemente preparati. In questo modo si avrà l'effetto ottico di una torta ricoperta di fiori di mimosa.
PASSIAMO ALLA PREPARAZIONE VERA E PROPRIA DEL DOLCE.
Premetto subito che avrete bisogno di almeno 3h per la preparazione e la buona riuscita di questo dolce.
Premetto subito che avrete bisogno di almeno 3h per la preparazione e la buona riuscita di questo dolce.
Sempre che non abbiate un forno che vi permetta di cuocere etrambi i dolci di pan di spagna in una sola volta.
Vi serviranno 15 minuti per pesare e preparare tutti gli ingredienti, 1h per preparare e cuocere il primo dolce di pan di spagna, 1h per il secondo (a meno che non possiate cuocerli insieme), e 45 minuti circa per rimuovere la crosta, preparare la bagna alcolica, montare la panna, dividere e farcire il dolce e infine ricoprirlo coi cubetti.
Senza contare i tempi di attesa perché i dolci di pan di spagna appena sfornati si raffreddino e anche la bagna alcolica avrà bisogno di raffreddarsi. Non ho considerato anche la preparazione della crema pasticcera, che ho acquistato già pronta.
- 8 uova
- 240g di zucchero
- 240g di farina
- 1 pizzico di sale
- 200ml di panna fresca (da montare)
- 20-30g di zucchero a velo
- 250ml di crema pasticcera
- 200ml di bagna alcolica (vi dirò poi come prepararla)
PREPARAZIONE:
Mettete in una pentola capiente le uova, lo zucchero e il pizzico di sale e mescolatele grossolanamente con un frustino. Successivamente montate a neve per almeno 20 minuti. Il composto sarà pronto quando risulterà abbastanza denso da "scrivere", ovvero lasciando cadere un filo di impasto sulla superfice del dolce, quest'ultimo non affonderà.
Con un setaccio e un cucchiaio di legno incorporate delicatemente la farina, un pò alla volta, con movimenti circolari dal basso verso l'alto, stando attenti a non smontare l'impasto. Aggiungete altra farina solo quando la precedente risulterà completamente incorporata, in questo modo eviterete la formazione di grumi.
Imburrate ed infarinate le teglie, versate il composto nelle teglie distribuendolo in modo omogeneo e infornate a 180°C per 30 minuti circa. Verificate la perfetta cottura dopo 30 minuti inserendo uno stecchino di legno al centro del dolce. Se uscirà asciutto e pulito. allora spegnete il forno, lasciate riposare il pan di spagna per 10-15 minuti nel forno caldo e poi mettetelo a raffreddare lontano da correnti d'aria o sbalzi di temperatura.
Mentre il pan di spagna si raffredda, prepariamo la bagna alcolica.
La bagna, in genere, si fà con acqua, zucchero e liquore.
La proporzione che gradisco di più è 1/4 di zucchero e 3/4 di acqua. Mentre il liquore è a piacimento in base ai vostri gusti.
La proporzione che gradisco di più è 1/4 di zucchero e 3/4 di acqua. Mentre il liquore è a piacimento in base ai vostri gusti.
In questo caso scioglieremo 50g di zucchero in 150ml di acqua, intiepidendo leggermente l'acqua.
Quando lo zucchero sarà completamente dissolto, aggiungete il liquore poco per volta, assaggiando la bagna fino a che la gradazione ottenuta sia di vostro gradimento.In genere si usano il Maraschino, il Rhum, il liquore all'arancio o l'Archermes...
Io personalmente preferisco sapori più delicati e dolci e utilizzo l'Archermes, che accosta anche una riga di colore rosso al giallo del pan di spagna e della crema pasticcera, conferendo al dolce anche un gradevole effetto cromatico al taglio.
A questo punto potete iniziare a ripulire la forma di pan di spagna secondaria da tutta la crosta esterna, per poi tagliarla in striscioline ed infine ridurla in piccoli cubetti da 1cm circa.
Poi ripulite dalla crosta esterna anche il dolce principale, ma solo nella parte superiore e laterale e dividetelo in tre strati di identico spessore.
Versate, poi, in un pentolino la panna liquida e lo zucchero a velo e montate a neve fino a che la panna risulti ben solida e ferma. Incorporate nella panna montata sette cucchiaini da caffé di crema pasticcera e mantegate delicatamente avendo cura di non smontare eccessivamente la panna. Ed ecco pronta la vostra Crema Chantilly.
Ora Bagnate con un pennello il primo strato della torta con la bagna alcolica preparata in precedenza e successivamente spalmate uno strato sottile di chantilly.
Posizionate sul dolce il secondo strato di pan di spagna, spennellate nuovamente con la bagna alcolica e stendete un'altro strato sottile di chantilly.
Adagiate, infine l'ultimo piano di pan di spagna e ricoprite tutto il dolce con un'abbondante strato di crema pasticcera, cercando di conferire al dolce una leggera forma a cupola.
Infine ricoprite il tutto con i cubetti di pan di spagna, cercando di accentuare la forma a cupola.
La crema farà da collante e terrà insieme tutti i cubetti di pan di spagna, che sembreranno tanti piccoli fiori di mimosa.
E voila! La vostra Mimosa è pronta e l'effetto estetico è davvero notevole.
Se volete dare un tocco di classe finale al dolce, guarnitelo al centro con una rosa rossa o un rametto di Mimosa.
Buon appetito!
sabato 20 marzo 2010
Prepariamo la "bagna alcolica"
Se avete fatto un dolce di Pan di Spagna, sicuramente dovrete preparare anche una "bagna alcolica" con cui inzuppare il vostro dolce. Un Pan di Spagna senza bagna, risulterebbe asciutto ed insipido.
INGREDIENTI:
- acqua
- zucchero
- liquore
Il rapporto che utilizzo io è 1 parte di zucchero in 3 parti di acqua. Il liquore è a piacimento.
Aggiungerete più o meno liquore in base a quanto desiderate si senta.
I liquori più usati, in genere, sono il Maraschino. il Rhum, il liquore all'arancio o l'Archermes. Io uso l'Archermes, più dolce e meno forte. Quest'ultimo non lascia quasi il retrogusto di liquore nel dolce, quindi lo rende molto delicato.
Aggiungerete più o meno liquore in base a quanto desiderate si senta.
I liquori più usati, in genere, sono il Maraschino. il Rhum, il liquore all'arancio o l'Archermes. Io uso l'Archermes, più dolce e meno forte. Quest'ultimo non lascia quasi il retrogusto di liquore nel dolce, quindi lo rende molto delicato.
PREPARAZIONE: (50g di zucchero in 150ml di acqua)
- Versate lo zucchero nell'acqua e mescolate bene fino al completo scioglimento.
In genere ne resta sempre un pochino che ha difficoltà a sciogliersi, potete allora
intiepidire leggermente l'acqua, quanto basta a completare l'operazione
- Aggiungete il liquore un pochino per volta, assaggiando ogni volta, fino ad ottenere
la gradazione che preferite
- Lasciate raffreddare la vostra bagna prima di utilizzarla
COME UTILIZZARE LA BAGNA:
Con un pennello alimentare bagnate a piccole porzioni il Pan di Spagna, fino a che risulterà inzuppato omogeneamente su tutta la superficie.
La bagna avanzata può essere conserva in frigorifero per qualche giorno.
Buon divertimento e alla prossima ricetta!
Prepariamo il Pan di Spagna
Il Pan di Spagna è un'ottima base per la preparazione di torte da farcire, in quanto elastico (quindi facile da tagliare in più strati) e con buone proprietà assorbenti (ideali per l'uso delle "bagne alcoliche"). E' semplice da preparare e anche il tempo richiesto è breve.
Per fare un buon Pan di Spagna, è importante lavorare a lungo le uova e lo zucchero, in quanto è in questa fase che viene incorporata l'aria necessaria e rendere gonfio e soffice il nostro dolce anche senza l'utilizzo del lievito (comodo per accorciare i tempi di lavorazione, ma sempre propenso a lasciare un retrogusto sgradevole).
Il composto và lavorato per almeno 20 minuti, finché non assume un bel colore giallo paglierino e una consistenza compatta e omogenea. In gergo si dice che "scrive". Ovvero se lasciate cadere un pò del preparato sulla superficie dell'impasto, esso non affonda, ma rimane sulla superficie come una scritta.
Aggiungere un pizzico di sale all'impasto, facilita il montarsi delle uova.
Un'altra fase importante e delicata e l'aggiunta della farina.
L'ideale sarebbe farla scendere da un setaccio, in modo da eliminare ogni possibile grumo presente nella farina, incorporandola con un cucchiaio di legno con movimenti circolari dal basso verso l'alto, veloci ma delicati, stando attenti a non smontare l'impasto.
Infine, ricordatevi di non tirare subito fuori il dolce, ma di lasciarlo riposare per una decina di minuti nel forno spento in modo che possa raffreddarsi lentamente, per poi essere messo su una gratina lontano da correnti d'aria a raffreddare definitivamente.
Premesso questo, vediamo ora la parte pratica.
INGREDIENTI:
- 6 uova
- 180g di zucchero
- 180g di farina
Potete variare la quantità di uova a vostro piacimento, l'importante è mantenere sempre le giuste proporzioni: 30g di zucchero e 30g di farina per ciascun uovo aggiunto.
PREPARAZIONE:
- Versate lo zucchero e le uova in un contenitore e montate a neve per 20 minuti, o finché
le uova "scrivono"
le uova "scrivono"
- A questo punto incorporate delicatamente la farina poco per volta, come descritto
precedentemente. Aggiungete altra farina solo quando la precedente è completamente
incorporata per evitare la formazione di grumi.
precedentemente. Aggiungete altra farina solo quando la precedente è completamente
incorporata per evitare la formazione di grumi.
- Ungete una teglia e versatevi il composto in modo che sia distribuito uniformemente
- Infornate a 180°C per circa 30 minuti.
In genere quando il dolce si stacca dai bordi della teglia è cotto. Ad ogni modo per essere sicuri potete forarlo con uno stecchino di legno. Se quest'ultimo esce pulito e asciutto, allora il Pan di Spagna è pronto.
Lasciatelo riposare per una decina di minuti nel forno spento e infine adagiatelo su una gratina a raffreddare, lontano da sbalzi di temperatura.
Lasciatelo riposare per una decina di minuti nel forno spento e infine adagiatelo su una gratina a raffreddare, lontano da sbalzi di temperatura.
Buona farcitura a tutti!
venerdì 19 marzo 2010
Meringhe fatte in casa
Quando ero piccolo, una delle cose che rendeva felice un bambino era entrare dal panettiere del paese o dalla lattaia e comprare lo "spumone".
Allora lo chiamavamo così. Grande, bianco e dolcissimo...
Oggi ho pensato di preparare quel piccolo dolcetto che tanto mi ha fatto sorridere in passato.
Nella preparazione delle meringhe, in genere, la proporzione tra chiare e zucchero è di 1 a 1. Alcune ricette mettono addirittura più zucchero che uova. Io, personalmente, preferisco mettere un pò meno zucchero.
INGREDIENTI:
- 3 chiare d'uovo
- zucchero a velo
PREPARAZIONE:
- Separate le chiare dai tuorli
- Pesate le chiare
- Pesate una quantità identica di zucchero a velo
Le mie tre chiare pesavano 110g, io ho usato solo 90g di zucchero a velo.
Lo zucchero a velo andrebbe incorporato dopo aver montato a neve le chiare,
ma io preferisco incorporarlo subito... quindi...
- Mettete le chiare e lo zucchero in un recipiente e montate a neve per almeno 15 minuti
Vi accorgerete che vi state avvicinando al risultato finale quando noterete che il composto
inizia a lasciare dei segni densi. In gergo si dice quando le uova "scrivono".
Le vostre chiare saranno perfettamente montate quando si presenterano bianche,
omogenee e praticamente di consistenza quasi solida.
- Prendete una teglia e sistemate su di essa un foglio di carta forno
Le vostre chiare saranno perfettamente montate quando si presenterano bianche,
omogenee e praticamente di consistenza quasi solida.
- Prendete una teglia e sistemate su di essa un foglio di carta forno
- Ora potete formare le vostre meringhe, adagiandole direttamente nella teglia sulla
carta forno. Potete usare un cucchiaio, una siringa o una sac a poche
carta forno. Potete usare un cucchiaio, una siringa o una sac a poche
- Infornate a temperatura moderatissima (90-100°C) per il tempo necessario
Quest'ultimo può variare da 1 a 2 ore a seconda delle dimensioni e della temperatura.
Se non fossero ben cotte all'interno, risulterebbero ciccose.
Io da 3 chiare faccio circa 35 merighe della dimensione di una noce.
Cuociono in circa 1h 30' - 2h. Poi spengo il forno e le lascio al caldo fino a quando il
forno si raffredda.
Prima di spegnere il forno ne tiro sempre fuori una, la lascio raffreddare 5 minuti e
l'assaggio. E' l'unico modo per capire.
Prima di spegnere il forno ne tiro sempre fuori una, la lascio raffreddare 5 minuti e
l'assaggio. E' l'unico modo per capire.
Per oggi è tutto.
Buone meringhe a tutti e alla prossima ricetta!
















